
Cons. Bruno Filippini - Consiglio Comunale di Venezia
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Sono nato a Venezia (Sant’Elena) nel 1949. Dal 1971 al 1980 ho lavorato per societą del gruppo ENI in qualitą di conduttore di impianti chimici e addetto alla manutenzione preventiva.
Nel 1981 ho intrapreso l’attivitą sindacale che ho svolto fino al 2001, ricoprendo i ruoli di Segretario Generale della FILCEA-CGIL di Venezia, Segretario Regionale dei Chimici CGIL e Segretario Regionale della CGIL Veneto.
Nella complessa realtą dell’area industriale di Porto Marghera, a partire dagli anni ’80, ho intrapreso con i lavoratori un percorso di lotte e mobilitazioni per rendere compatibili occupazione e ambiente, salute e sviluppo industriale, determinando le condizioni per la definizione dell’Accordo di programma per la chimica di Porto Marghera, sottoscritto nel 1998 da Governo, Sindacati e Confindustria, considerato come accordo ”pilota“ di riferimento per gli altri siti chimici italiani. |
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Nei primi anni ’80 ho affrontato il tema delle sviluppo produttivo di Venezia e del rilancio ”eco-sostenibile“ del settore del Vetro Artistico di Murano, promuovendo uno studio pubblicato nel 2001con il titolo ”Il Lavoro e l’Arte del Vetro nella Cittą di Venezia“.
Nel 1995 ho promosso, insieme alla societą Rhone Poulenc, il progetto di cooperazione euromediterranea MED-DIALOG sulla valutazione dei rischi industriali.
Per la FILCEA-CGIL nazionale, ho sviluppato relazioni internazionali con realtą industriali e sindacali della Repubblica Ceca, Bulgaria, ex-Jugoslavia, Francia ed Inghilterra, organizzando visite ufficiali e scambi tra le diverse realtą produttive e tenendo corsi di formazione per dirigenti sindacali dell’europa orientale.
Dal 2003 al 2005 ho affiancato l’assessore alle attivitą produttive del Comune di Venezia nella gestione dei rapporti con le imprese e nella definizione delle strategie di sviluppo e risanamento del polo industriale di Porto Marghera.
Eletto nel 2005 consigliere comunale del Comune di Venezia, nella lista dei Democratici di Sinistra, nella primavera del 2009 ho maturato la decisione di lasciare il Partito democratico per il suo progressivo distacco dalle problematiche dei lavoratori.
La mia adesione all’Italia dei Valori č fortemente motivata dalla necessitą di trovare un’aggregazione in grado di riportare i temi sociali, del lavoro e dell’occupazione al centro della discussione politica. |



